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  • CRISTOFORO COLOMBO

    ...AMMIRAGLIO MAGGIORE DEL MAR OCEANO,
    VICERÉ E GOVERNATORE DELLE TERRE CHE
    DOVESSE SCOPRIRE...

    by GIANCARLO V. NACHER MALVAIOLI

    CAPITOLO IX (Cont.)

    IL SECONDO VIAGGIO-LE ANTILLE-RIBELLIONE NELLA SPAGNOLA-LA SCHIAVITÙ DEGLI INDIOS-I NEGRI-IL TERZO VIAGGIO-LA TERRAFERMA E IL PARADISO TERRESTRE-LA PRIGIONIA DI COLOMBO-INSUCCESSO DELL'AMMIRAGLIO

    Oggi, in prospettiva storica, sappiamo che Colombo trionfò, non solo per aver attraversato l'Oceano Tenebroso ed aver scoperto un continente, con tutte le sue conseguenze. Rese possibile la scoperta d'un altro cammino verso le Indie, dette alla Spagna grandi ricchezze e un grande impero, al cristianesimo la possibilità di convertire nuove popolazioni e al mondo la formazioni di nuove nazioni e nuovi popoli. Oggi sono numericamente superiori i cristiani delle Americhe a quelli dell'Europa. Il suo ideale fu così grande che la sua vita fu appena sufficiente a realizzarne il principio, secoli e secoli dovettero trascorrere e dovranno ancora trascorrere affinché si realizzi completamente.

    NOTE

    1. Fino al 1515 si credette che Cuba facesse parte dell'Asia.
    2. Bartolomeo stette nella Spagnola fino al dicembre del 1500, svolgendo vari incarichi.
    3. Nel libro di Fernando Colombo si riporta una relazione d'un certo frate Román Pane che, avendo imparato la lingua locale, narra alcuni usi indigeni, descrive i loro idoli di legno e racconta che durante le cerimonie si spargevano sulle teste una polvere che anche aspiravano, per mezzo d'una canna di due tubi che si mettevano nelle narici, ed allora cominciavano a 'delirare fuori misura come ubriachi'. Alcuni idoli parlavano ai fedeli, ma il frate scoperse l'inganno, dato che erano vuoti e dentro c'era uno stregone, il quale per mezzo d'una cerbottana faceva sentire la sua voce come se fosse stata la voce dell'idolo. Questi pregò il frate di non rivelare l'inganno perché solo così tutti i sudditi gli ubbidivano. Con relazione alla religione credevano che ci fosse un essere immortale che era in cielo ed era invisibile ed eterno, ma che aveva una madre. Possedevano anche leggende che spiegavano l'origine del mare, del sole, della luna, credevano anche che i morti si manifestassero ai vivi e che l'anima era immortale.
    4. Il primo ordine dei Re di vendere gli indios come schiavi in Andalusia, fu del 12 aprile 1495; poi si fecero delle eccezioni, seguirono ordini e contrordini, si abolì la legge, ma tante furono le proteste degli spagnoli proprietari di schiavi che tornarono ad aplicarsi con qualche modifica ed alcune eccezioni. Secondo l'uso dell'epoca si poteva rendere schiavo qualsiasi prigioniero di guerra che non fosse cristiano. Così era successo coi mori di Spagna che furono venduti a buon prezzo alla nobiltà spagnola ed ai favoriti della Corte reale, i quali poi li rivendevano a loro volta, e ad ogni compra-vendita si pagava un'imposta che riscuotevano i Re di Spagna.

      Maria di Toledo, vedova del viceré Diego Colombo, rivendette un centinaio di schiavi negri ottenuti come compenso per i privilegi promessi e poi annullati dalla stessa Corona.

      Con relazione agli indios il problema era più complicato, essendo questi sudditi reali e non nemici. Inoltre, non appartenendo a nessuna religione nemica, rappresentavano anche un ottimo materiale grezzo e malleabile per essere cristianizzato. Tutti questi fattori suscitavano polemiche pro e contro la schiavitù degli indios. Ci furono interminabili discussioni cercando di dimostrare se erano o no esseri umani, cioè se erano o no esseri razionali (ricordiamo che nel secolo XVIII a Lyon, Francia, si dibatté la questione se le donne avevano un'anima, e la votazione fu affermativa, avendo ottenuto pochi voti di maggioranza.

      La maggior parte dei giuristi, basandosi sugli scritti d'Aristotele, negarono che gli Indios avessero un'anima, erano esseri inferiori e dovevano servire la razza superiore (...curiosa teoria che di tanto in tanto ritorna di moda).

      Tuttavia il re Fernando, nel 1511, proibì la schiavitù degli indios, ma con eccezione degli abitanti delle isole dei Caraibi, i quali dovevano esser macati col ferro rovente, per riconoscerli dagli altri, essendo cannibali e bellicosi, Tutto ciò non faceva altro che confermare il decreto della regina Isabella, del 1503, che aveva concesso il permesso di catturare e vendere gli indios dei Caraibi. Si organizzarono così spedizioni per catturare schiavi, poi se erano o no cannibali importava poco, cosicché il Re e i nobili in Spagna e in America ebbero i loro schiavi indios nelle miniere e nei latifondi. La Chiesa faceva sentire inutilmente la sua voce in favore degli indios, e, in generale, furono i frati coloro che li difesero.

      Come scrive Séjourné si udirono alcune voci di religiosi contro la schiavitù, uniche nella storia delle nazioni che conquistarono colonie.

      Il domenicano Antonio de Montesino predicò instancabilmente in favore degli indios, Fu querelato e denunciato, come perturbatore sociale ai suoi superiori, al Viceré e ai Re di Spagna, e si pensò anche di riunire tutti i domenicani e rispedirli in Europa. Fernando e Isabella decretarono che i coloni spagnoli avevano la legge divina naturale a loro favore, conseguentemente frate Antonio era pericoloso e doveva starsene zitto.

      Alle proteste di Montesino s'unirono quelle del frate Bartolomé de las Casas: 'Magari li avessero trattati (gli indios) per lo meno come animali, ma li trattavano come sterco, maltrattavano le loro mogli e i loro figli, rubavano il loro cibo e li uccidevano come cani'.

      La stessa cosa era successa nelle Canarie con gli indigeni che s'opponevano alla conquista spagnola.

      è difficile sapere quanti furono gli indios che morirono a causa della conquista e dominazione spagnola, il numero più probabile è di circa quindici milioni.

      In Brasile, dopo i massacri fatti dai 'bandeirantes', si davano agli indios cibi con arsenico o cantagiati dai virus del tifo o del vaiolo. Nella Spagnola c'erano circa 250 mila indios nel 1492, 60 mila nel 1508 e 500 circa nel 1558; gli spagnoli dovettero far razzie in Cuba e nelle Bahamas per ripopolarla.

      In Cuba c'erano circa 600 mila indios nel 1508, nel 1579 ne restavano solo 270 famiglie. Ma è anche vero che moltissimi morirono a causa delle malattie introdotte dagli europei, come il vaiolo e l'influenza.

      Nel 1501 i Re di Spagna decretarono che dovevano essere importati in America schiavi negri africani, perché erano più robusti, lavoratori e di buon carattere, in poco tempo tutti i dignitari civili ed ecclesiastici ebbero i loro schiavi negri.

      Gli indios erano obbligati a trovare e consegnare oro per i Re di Spagna, come imposta, ogni tre mesi. Si fissarono multe e castighi per gl'infrattori. Ci furono molti casi in cui si torturavano gli indios nel dubbio che avessero nascosto l'oro invece di consegnarlo.

      Molti fuggirono rifugiandosi nelle montagne e nei boschi, ma furono braccati e scovati dagli spagnoli con l'aiuto dei cani.

      Vari biografi incolpano anche Colombo di aver consigliato ed ottenuto la vendita dei primi schiavi a beneficio dei finanziatori dei viaggi e dei Re di Spagna.

      Secondo il frate Bertolomé de las Casas Colombo non fu né crudele né benevolo con gli indios, il suo atteggiamento cambiava secondo le circostanze e gli ordini che riceveva. E Colombo lo scrisse chiaramente:

      'Se la Regina che raccomanda tanto la moderazione nei confronti degli indios e chiede tanto oro, venisse a vedere il lavoro che costa ottenerlo, tanto più che l'indio è indolente e preferisce suicidarsi piuttosto che lavorare'.

      D'altra parte anche i Re cambiavano continuamente d'opinione, secondo le circostanze, con relazione alla schiavitù degli indios, mentre non dubitarono mai con relazione alla schiavitù dei negri.

      La regina Isabella nel suo testamente lasciò scritto: 'Né il Re mio signore, né la Principessa mia figlia, né mio figlio il Principe permetteranno che gli indios, che abitano le isole e la terraferma soffrano alcun danno nelle loro persone e nei loro beni.

      E baderanno che queste popolazioni siano trattate con giustizia e bontà'. Ma la maggioranza degli indios che rimasero dovettero contentarsi solo delle buone intenzioni.

      Anche il papa Paolo III (1468-1549) intervenne in loro difesa con una bolla: 'Gli indios sono uomini e non bestie, liberi e non schiavi'. Ma in pratica restò lettera morta, come quella di Pio V, che fu santificato, quando, nel secolo XVI, condannò le corride dei tori, scomunicando tutti coloro che vi partecipavano, ma furono tante le proteste spagnole, che dovette ritirare la scomunica.

      L'Inghilterra abolì la schiavitù nel 1801, il Messico nel 1810, ma diventò realmente effettiva en 1829, la Colombia nel 1851, gli Stati Uniti nel 1865 e la Spagna nel 1880, ma ancora esiste oggigiorno in varie parti dell'Africa e dell'Asia.

    5. Nel 1496 il papa Alessandro VI concesse ai Re di Spagna il titolo di 'Cattolici'. Non era realmente una gran novità, i pontefici concedevano tali titoli con una certa magnanimità. Enrico VIII d'Inghilterra era stato nominato 'Difensore della Fede', prima del suo matrimonio con Anna Boleta e della scissione della Chiesa anglicana. Carlo VIII di Francia si offese quando seppe del titolo concesso ai Re di Spagna, dato che a lui spettava il titolo di 'Re del Cristianesimo', ereditato da suo padre.

      Nel 1496 Enrico VII d'Inghilterra permise al veneziano Giovanni Caboto di attraversare l'Atlantico nord, sotto bandiera inglese, ma pagando questi tutte le spese della spedizione Malgrado le proteste spagnole Caboto arrivò nell'attuale New Foundland e nella Nuova Scozia, avendo così approdato prima di Colombo nella terraferma americana.

      In un secondo viaggio toccò il Labrador e la Nuova Inghilterra, non trovò oro né spezie, ma solo importanti banchi di pesce che, a quei tempi, non suscitarono l'interesse di nessuno. Più tardi ne approfittarono i portoghesi, convinti che fossero terre asiatiche.

    6. Si conoscono i nomi di cinque delle sei navi: 'Santa María', 'La Guía' (La Guida), 'Castilla' (Castiglia), 'La Gorda' (la Grassa), 'La Rábida' e 'La Garza' (La Gazza).
    7. Giannantonio Colombo, che conservò sempre il suo cognome originale italiano, alla morte dell'Ammiraglio continuò ad essere agli ordini del figlio di questi, Diego. Giunse in Spagna anche un fratello suo, di nome Andrea, il quale partecipò al quarto viaggio di Colombo.
    8. Questa malattia, che gli spagnoli chiamavano 'il bubbone', gli italiani 'il morbo francese' e i francesi 'il morbo di Napoli', prese il nome di sifilide, dal titolo di un poema didascalico del medico italiano Gerolamo Fracastoro, pubblicato nel 1520. Secondo Emiliano Jos, il medico Rodrigo Díaz, Ballesteros, Taviani ed altri, Pinzón fu la prima vittima europea di questa malattia.
    9. Oltre quella d'Ojeda (o Hojeda), del 1499, ci furono altre spedizioni spagnole e portoghesi di Peralonso Niņo, di Yáņez Pinzón e di Vélez de Mendoza, nel 1500 quelle di Rodrigo de Bastidas, di Pedro álvarez e di Diego de Leite (queste últime in Brasile).
    10. Gli ammutinati che tornarono in Spagna ebbero contatti con vari cortigiani reali, alcuni con gli stessi Re, e dichiararono che i Colombo erano crudeli, che pensavano d'impadronirsi di tutte le terre che avevano scoperto per offrirle a qualche principe straniero, che nascondevano l'oro, che erano incapaci di governare essendo 'stranieri e d'oltr'Alpe' e che non permettevano che gli indios servissero gli spagnoli né che fossero battezzati. E Fernando, con la sua solita politica ambigua, inviò alla Spagnola un certo Bobadilla con pieni poteri.
    11. Un paio di esempi, tra molti: Diego Velásquez tradì Diego Colombo, a sua volta Cortés tradì Diego Velázquez. In Perù gli spagnoli fecero scoppiare lotte fratricide d'una crudeltà più che raffinata, guerre civili, tradimenti e rivolte anche contro i Re di Spagna.
    (Fin qui mi basai in generale sulla traduzione dallo spagnolo in italiano che fece gentilmente il mio amico Dante Boggio Tomasaz, deceduto qualche anno fa, sebbene sostituissi varie frasi e parole, correggendo ed aggiornando incluso il testo. Gli ultimi tre capitoli sono stati tradotti da me stesso).
    Se desiderate fare qualche commento o chiedere qualche chiarimento su Cristoforo Colombo per favore comunicatevi con l'autore, via e-mail. Grazie.
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