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  • CRISTOFORO COLOMBO

    ...AMMIRAGLIO MAGGIORE DEL MAR OCEANO,
    VICERÉ E GOVERNATORE DELLE TERRE CHE
    DOVESSE SCOPRIRE...

    by GIANCARLO V. NACHER MALVAIOLI

    (Dal capitolo VII al IX ho seguito la traduzione del mio libro, dallo spagnolo in italiano, che anni fa fece il caro amico ing. Dante Boggio Tomasaz, già deceduto, che sua moglie Giovanna mi ha inviato da Veracuz. Spesso ho cambiato qualche parola, eliminato o aggiunto qualche frase, d'accordo con il mio criterio d'aggiornamento. L'autore).

    CAPITOLO VII (Cont.)

    IL PORTO DI PALOS – LE CARAVELLE –IL PRIMO VIAGGIO: DAL 3 AGOSTO AL 12 OTTOBRE DEL 1492 – GLI INDIANI –RITORNO IN SPAGNA – RICEVIMENTO E FESTEGGIAMENTI A BERCELLONA – L'ANEDDOTO DELL'UOVO – LA FIRMA DI COLOMBO

    'La Niña' proseguì il suo viaggio e, il 15 marzo, entrò nel porto di Palos; mentre 'La Pinta' aveva evitato le Azzorre e, spinta dalle correnti, approdò a Bayona, vicino Vigo, in Galizia. Pinzón s'affrettò a mandare un messaggio ai Re di Spagna chiedendo il permesso di essere ricevuto a Corte, ma questi gli risposero che doveva aspettare l'arrivo dell'Ammiraglio. Pinzón, umiliato e scoraggiato, si diresse a Palos, nel cui porto vide, con gran sorpresa, ancorata 'La Niña'. Sbarcò e si rinchiuse in casa, senza voler veder nessuno, e dopo alcuni giorni morì.

    Tutta Palos ricevette gli equipaggi delle due navi con grandi feste. Colombo compì i suoi voti, si recò alla Rábida a visitare i suoi amici francescani e finalmente chiamato dai Re di Spagna, partì per Barcellona, passando per Cordova e Siviglia, dove lo vide Bartolomé de las Casas, ancora bambino, e lo videro e lo applaudirono migliaia di persone durante il suo viaggio d'una settimana, per giungere a Barcellona, dove, anche lì, fu ricevuto con grandi feste ed onori.

    Alcuni biografi biasimano Colombo che, per vanità e orgoglio, non s'era fatto acompagnare da tutti e due gli equipaggi al completo, ma solo da alcuni ufficiali e da sei indios. Come se fosse stato lui, e non i Re di Spagna, a decidere chi doveva comparire alla loro presenza.

    Colombo fece una relazione del suo viaggio, offrì loro tutto ciò che aveva portato, compresi gli indios, che furono battezzati. Uno di loro restò in Spagna e morì dopo un paio d'anni.

    I Re di Spagna (19) lo ricevettero come un Grande di Spagna, solennemente, gli confermarono i privilegi concessi nelle 'Capitolazioni' e tutti assistettero a un Te Deum nella cappella reale. La gloria di Colombo avava raggiunto il suo apogeo. Il sogno per il quale aveva vissuto e lottato s'era avverato. Da qui in avanti la fortuna cominciò a voltargli inesorabilmente le spalle.

    A quei giorni barcellonesi sembra che appartiene l'aneddoto dell'uovo, che ancora si racconta un po' dappertutto, quando si vuol dimostrare che è facile ripetere ciò che hanno già fatto gli altri, ma è difficile farlo per primi. Si racconta infatti che Pedro González de Mendoza offrì un banchetto a Colombo e uno del commensali invidioso (i tonti e gli ignoranti sempre si burlano dei geni e cercano di denigrarli), gli disse che se lui non avesse scoperto quella rotta e quelle isole, un altro lo avrebbe fatto presto o tardi, per cui il suo merito era molto relativo. Colombo rispose prendendo un uovo sodo e invitando i presenti a farlo star diritto sul tavolo. L'uovo fece il giro del tavolo, ma nessuno fu capace di mantenerlo diritto. Allora Colombo lo sbatté con fermezza sul tavolo facendolo restar diritto su una delle sue estremità. Tutti avrebbero potuto farlo, se avessero avuto un pizzico d'immaginazione e di coraggio, ma non lo fecero, mentre Colombo l'aveva fatto ed ora non avrebbe avuto nessun merito colui che avesse cercato d'imitarlo.

    Un'altra curiosità che ha dato luogo a molte elocubrazioni strane, è la firma che l'Ammiraglio cominciò ad usare, in modo diverso ed enigmatico, dal suo arrivo a Barcellona:

    S.
    S.A.S.
    XMY
    Xpo FERENS

    E che potrebbe significare, secondo alcuni, Xristóforo Ammiraglio Maggiore (delle) Yndie – Sotto Scrisse – Xristóforo Portatore (colui che porta (o conduce) per Cristo). Invece Morison suggerisce: Servus Sum Altissimi Salvatoris – Xristós Mariae Yion (figlio)

    NOTE

    1. Alcuni biografi scrivono che fu scelto il porto di Palos dato che gli altri porti (Cadice, Santa Maria, Siviglia) erano sotto la giurisdizione dei Medina Sidonia e dei Madinaceli, mentre i Re di Spagna ne volevano uno che dipendesse direttamente dalla Corona, mentre altri scrittori affermano che tutti gli altri porti erano pieni d'imbarcazioni per l'espulsione dalla Spagna di migliaia di famiglie ebree. è più probabile che si scelse Palos a causa della multa che questo porto doveva pagare ai Re. Inoltre aveva il vantaggio di essere vicina alla Rábida, dove i frati Pérez e Marchena, che s'erano tanto interessati al progetto di Colombo, potevano aiutarlo a risolvere i problemi che sicuramente si sarebbero presentati.
    2. Durante i processi tra gli eredi di Colombo e la Corona, che durarono venticinque anni, questa cercò testi a suo favore, alcuni dei quali dichiararono che gli abitanti di Palos non volevano imbarcarsi al comando d'uno straniero e tanto meno per attraversare l'Oceano Tenebroso, ma che i membri della famiglia Pinzón, molto noti e stimati in quei paraggi, li convinsero promettendo loro parte delle ricchezze che avrebbero trovato nelle favolose terre asiatiche. In definitiva il Re Fernando, dato che Isabella era già morta, cercava con tutti i mezzi di dimostrare che il merito delle scoperte non era realmente di Colombo, ma dei Pinzón, che erano spagnoli e non s'era firmata con loro nessuna Capitolazione. Ci sono ancora molte persone in Spagna che credono che Martín Alonso Pinzón, il maggiore dei fratelli, sia il vero scopritore dell'America, com'è scritto candidamente sulla lapide del monumento a lui eretto a Palos. Inoltre nei libri scolastici spagnoli si legge che Colombo era nato probabilmente a Génova, senza dire che era italiano, speculando sul fatto che pochi sanno che questa città si trova in Italia, e credono che si tratti di qualche paesetto spagnolo.

      E siccome le leggende generano altre leggende non mancò chi scrisse che questo Pinzón aveva compiuto precedentemente un viaggio in Italia, ma non per vender sardine come era il suo mestiere, ma per recarsi in Vaticano, dove aveva amicizie importanti che gli permisero d'investigare e scoprire negli archivi il segreto della rotta per attraversare, niente meno, l'Oceano Tenebroso. Ed è per questo –secondo tali signori –che Colombo era così sicuro della sua rotta e di trovare terre relativamente vicine.

      Ma c'è anche dell'altro: durante i processi i difensori della Corona convinsero i Pinzón a reclamar l'eredità della scoperta togliendola ai discendenti di Colombo, ma posteriormente li consigliarono di ritrarsi, dato che le loro pretese si basavano su prove ridicole e assurde.

      Lo scrittore Carlos Pereyra, spagnolo, che odia Colombo, scrisse che sicuramente uno dei Pinzón (ai quali va tutta la sua simpatia), o altre diecine di spagnoli, presto o tardi avrebbero scoperto l'America. Certamente tutte le invenzioni e le scoperte avrebbero potuto essere state fatte da altre persone, se non le avessero fatte per primi i veri inventori e scopritori., ma il 'piccolo particolare' è proprio quello di esserne stati i primi. Poi non si capisce perché per forza avrebbe dovuto essere uno spagnolo, e perché no, e a maggior ragione, un portoghese? O un altro italiano, come Caboto o Vespucci?

    3. Probabilmente furono i veneziani che, nel secolo XIV, costruirono le prime caravelle, basandosi su navi già esistenti, approfittandosi delle esperienze nautiche fenicie, greche, romane ed arabe, allo scopo di costeggiare il Mediterraneo, e poi per spingersi fino alle Fiandre e all'Inghilterra. A loro volta i portoghesi e gli spagnoli vi apportarono altre modificazioni. Generalmente avevano una lunghezza di una trentina di metri, tre alberi e cinque vele, e navigavano a una velocità di una trentina di chilometri orari. Secondo Ca' da Mosto, nel secolo XIV, le migliori caravalle erano quelle portoghesi ed andaluse, ed erano di diversi tipi, secondo il cantiere dove venivano costruite. Erano leggere e veloci, ma scomode, gli uomini dormivano in coperta, all'aria libera, dove e come potevano, dato che c'era una sola cabina a poppa, ed era riservata al comandante.
    4. 'La Niña' nel 1495 si salvò da un'altra tempesta, che distrusse le altre navi insieme alle quali navigava. Nel 1497 fu inviata a Roma per un viaggio commerciale e, al suo ritorno, fu catturata da pirati francesi vicino le coste sarde e saccheggiata, ma poi riuscì a fuggire.

      Nel 1498 ritornò alla Spagnola portando provviste in compagnia d'un'altra nave, 'La Santa Cruz' (La Santa Croce). Tuttavia vari scrittori affermano che si trattava d'una nave omonima.

    5. Giacomo Rimo fu lasciato da Colombo nel forte 'Navidad' e fu ucciso da Rodrigo Escobedo e da Pedro Gutiérrez.
    6. Le isole Canarie non erano state conquistate completamente quando vi giunse Colombo. La popolazione indigena dei 'guanches' lottava ancora, in alcune isole, contro gl'invasori spagnoli. La loro sottomissione totale ebbe luogo nel 1495, dopo 94 anni di lotte.
    7. Il diario di Colombo si perdette, ed anche le sue varie copie; quella che conosciamo è la versione in sintesi di fra' Bartolomé de la Casas, che si basò su quella di Fernando Colombo.
    8. Le diciarazioni dei marinai nei tribunali, durante i processi contro la Corona, furono contradittorie. Tutti erano già vecchi, alcuni di loro testimoniarono a favore di Colombo, altri contro. Hernán Pérez Mateos, cugino dei Pinzón, nel 1536, all'età di 80 anni, dichiarò che a un certo punto Colombo s'era scoraggiato e fu Pinzón che lo incitò a proseguire. Secondo Francisco Morales, Colombo fu sempre energico e sicuro di sé, mentre la maggioranza degli equipaggi cominciava a scoraggiarsi.

      Fra' Bartolomé de las Casas s'indignò con Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés perché scrisse che era possibile che Colombo, di frente a tanti problemi, ad un certo momento si fosse scoraggiato. De las Casas lasciò detto che chi pensava così di Colombo dimostrava semplicemente di non conoscerlo, il quale mai aveva esitato e giammai lo avrebbe dimostrato davanti l'equipaggio; in ogni modo era molto, molto poco probabile che avesse avuto momenti di scoraggiamento, dato che era disposto a tutto pur di trionfare, anche a costo della sua vita. In molte occasioni dimostrò che la sua vita gl'importava un comino.

    9. Si trattò di un pretesto in più per alcuni di accusare Colombo di 'appropriazione indebita' e di essere un improglione, mentre altri lo accusarono di mancanza di tatto, di generosità, di magnanimità. Tuttavia, secondo Fernando Colombo, non fu l'Ammiraglio a decidere a chi doveva aspettare il premio, ma la Regina. A Juan Rodríguez toccò il farsetto di seta, donato dai Re di Spagna. Inoltre si creò una vera leggenda su Rodríguez, con il solito scopo di screditare Colombo, il 'pover'uomo', mortificato e amareggiato per non aver ricevuto il premio in denaro che gli spettava per aver scoperto per primo la terra, ma che 'l'Ammiraglio s'era attribuito con un inganno', continuò facendo il suo dovere di marinaio, ma, tornato in Spagna, passò dalla parte dei mori, maledì Colombo e si convertì al islamismo...
    10. Oggi l'isola è deserta, ma ogni tanto è visitata dai negri che ora abitano le isole Ackins, dato che vanno a raccogliervi la 'buccia bark', che serve a dar sapore all'aperitivo italiano 'Campari'.
    11. Il 12 ottobre 1492, già cieco, moriva Piero della Francesca. In questo stesso anno moriva, a Firenze, Lorenzo de' Medici e saliva al trono pontificio lo spagnolo Rodrigo Borja (conosciuto in Italia come Borgia) con il nome di Alessandro VI.
    12. Martin Behaim, geografo e navigatore tedesco, nacque a Norimberga nel 1436 e morì a Lisbona nel 1506. Commerciò in tessuti, conobbe Colombo e navigò in Africa per conto dei portoghesi, disegnò carte geografiche di questi viaggi che l'Ammiraglio consultò.
    13. Antonio Pigafetta nacque a Vicenza nel 1491 e vi morì nel 1534. Di nobile famiglia giunse in Spagna nel 1518 con Francesco Chiericato, ambasciatore del papa Leone X. L'anno seguente conobbe il portoghese Fernando di Magellano che stava per partire con lo scopo di trovare un passaggio in Sudamerica verso l'India e la Cina. Fu aggregato all'equipaggio fomato da spagnoli, portoghesi e italiani. Ebbe la funzione di segretario di Magellano e scrisse il diario della spedizione. Fu ferito in un combattimento con gli indigeni che uccisero Magellano, continuò il viaggio su una della navi superstiti, al comando dello spagnolo Sebastián Elcano, che fece il giro completo del mondo per la prima volta.
    14. è la famosa isola della Tortuga (Tartaruga), che divenne più tardi la base principale della pirateria nei Caraibi durante tre secoli.
    15. Gonzalo Fernández de Oviedo nacque a Madrid nel 1478 e morì a Valladolid nel 1557. Da giovane svolse incarichi, in Spagna e all'estero, soprattutto in Italia, per conto della Corona. Conobbe Colombo a Granada, lo rivide a Barcellona in occasione del suo primo viaggio, e lo ammirò come un gran eroe. Lasciò scritto che tutti gli altri scopritori e conquistatori meritavano la fama solo se riconoscevano Colombo, 'l'italiano di Liguria', come precettore ed esempio. Fu amico di Fernando e di Diego Colombo e chiese di essere sepolto a Santo Domingo, vicino alla tomba dell'Ammiraglio. Nel 1514 si recò in America come controllore e scrivano delle fonderie. Ebbe ovunque difficoltà per il suo carattere violento, fu acerrimo nemico degli indios e di fra' Bartolomé de las Casas que li difendeva. In Spagna, dove ritornò arricchito, grazie agli incarichi reali, ostacolò de las Casas che difendeva gli indios. Carlo V lo nominò sindaco di Santo Domingo e cronista generale delle Indie Occidentali. Bartolomé de las Casas e Fernando Colombo lo odiarano quando seppero che aveva scritto che le Antille erano appartenute alla Spagna dall'antichità, dando così un argomento in più alla Corona contro gli eredi di Colombo. Tuttavia Oviedo dette sempre ragione ai discendenti dell'Ammiraglio e si rallegrava quando vincevano qualche dibattito durante i processi. Scrisse 'Sommario di Storia Naturale delle Indie' e 'Storia Generale Naturale delle Indie'
    16. 'Raccomando Pietro Margarit, comandante del forte di Navidad, che non sia fatto loro del male né danno, né sia presa loro cosa alcuna contro la loro volontà, ma ricevano onori e si faccia di tutto affinché non si arrabbino'. Però Colombo consigliava anche che si dovevano tagliare le orecchie e il naso ai ladri, affinchè servisse di scherno e di esempio. Così si usava fare, in quell'epoca, in casi simili. Fino al secolo scorso è notorio che i belgi mutilavano i negri del Congo e certi paesi arabi applicano ancora queste pene come castigo per determinati delitti.
    17. Durante i secoli seguenti alcune persone, in cerca di fama e di denaro, falsificarono questa relazione, dicendo che l'avevano trovata in una o in un'altra spiaggia europea.

      Granzotto narra il caso di un gallese che, nel 1892, in occasione del IV centenario della scoperta, offrì in vendita una supposta relazione colombiana da lui trovata. Nessuno gli credette, tra l'altro era scritta in inglese...

    18. Bartolomeo Dias nacque nel 1450 e morì nel 1500, fu il primo navigatore che costeggiò il sud dell'Africa, aprendo la rotta tra l'Europa e l'India Orientale, nel 1488. Partecipò alla scoperta del Brasile e sparì con la sua nave durante una tempesta vicino al Capo di Buona Speranza, che aveva scoperto anni prima.
    19. Il re Fernando era ancora convalescente per una ferita al collo che gli fece un demente, un certo Juan de Cañamares, che fu immediatamente giustiziato.

    Se desiderate fare qualche commento o chiedere qualche chiarimento su Cristoforo Colombo per favore comunicatevi con l'autore, via e-mail. Grazie.
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