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    ...AMMIRAGLIO MAGGIORE DEL MAR OCEANO,
    VICERÉ E GOVERNATORE DELLE TERRE CHE
    DOVESSE SCOPRIRE...

    by GIANCARLO V. NACHER MALVAIOLI

    CAPITOLO X (Cont.)

    IL QUARTO VIAGGIO-SOSTA OBBLIGATA IN GIAMAICA-APPARISCONO LE AMERICHE-LA SPAGNA E L'AMERICA-I CONQUISTATORI-LA FEBBRE DELL'ORO-LE LEGGENDE-CONSEGUENZE DELLA SCOPERTA

    Gli indios, allo scopo di contentare e calmare gli spagnoli, inventarono leggende, che si sommarono o mischiarono con delle altre antiche portate dall'Europa dai conquistatori con lo scopo di far credere che si erano trovati favolosi giacimenti d'oro e giustificare le spese e i sacrifici che tutto ciò comportava., ed anche per infondere coraggio, far nascere il desiderio di nuove conquiste, ravvivare speranze.

    Chissá mai le menzogne e le illusioni ebbero tanta forza motrice come in questi casi. I conquistatori attraversavano selve e fiumi, solcavano mari e acquitrini, scalavano montagne, attraversavano pianure infinite, lasciando dietro di sé una scia di morti, ma i superstiti continuavano ad andare avanti, cercando l'oro maledetto, più in là, sempre più in là..., con una decisione e una forza di volontà sbalorditive.

    Ci furono casi in cui gli indios, catturando qualche spagnolo, gli facevano ingoiare oro fuso, affinché se ne saziasse, dato che lo desiderava così tanto.

    Uno dei primi testimoni indigeni è quello dei messaggeri inviati a Veracruz da Moctezuma a Cortés. Essi ossequiarono degli oggetti d'oro e vedendo le facce avide degli spagnoli presenti, riferirono posteriormente che: "Come maiali affamati bramavano l'oro".

    Però l'oro era più avaro di loro, credevano di trovarne molto, ne trovarono poco e a prezzo d'enormi sacrifici.

    Michele da Cuneo scrisse: "29 giorni trascorsi in balia d'un pessimo tempo, mangiando male e ancor peggio bere, ma per l'avidità eravamo forti e pieni di speranza, ma non trovammo mai neppure un grammo d'oro".

    Finalmente l'oro apparve, molto al principio dato che era quello che gli indios avevano riunito nel trascorso dei secoli: in un principio ne potettero inviare in Spagna 1.300 chili annuali, e mezzo milione annuale d'argento, però dal 1503 al 1530 l'oro diminuì fino a 700 o 800 chili annuali (11).

    In conclusione l'oro americano non fu molto, mentre fu molto più importante per gli europei ciò che in un principio non interessò loro, come l'agricoltura, le miniere d'altri metalli, il legno, il tabacco, il petrolio.

    Come disse il ministro francese Giovanni Battista Colbert: "Le colonie devono essere le mungane della loro madre patria, affinché si mungano e si porti via tutto ciò che hanno".

    La patata, la tapioca, il cacao, il granturco, il tacchino, il chinino, i fichi d'India, l'ananasso, l'abogado, la papaia, la coca, la cocciniglia, vari tipi di fagioli, la guaiaba, la zucca, vari tipi di peperoncini, il caucciù, l'agave tessile, i cactus, le noccioline americane, il tabacco, il pomodoro furono i principali prodotti della flora e della fauna americane che si cominciarono a conoscere in Europa, alcuni dei quali riuscirono a cambiare le abitudini dei suoi abitanti. Soprattutto la patata si convertì nel cibo più economico dei poveri in varie nazioni del nord d'Europa. Il granturco non ebbe molta fortuna, con eccezione della Romania, poco usato come alimento per le persone fu generalmente utilizzato come mangime per gli animali d'ingrasso.

    "Il cacao tostato non ha un cattivo sapore- scrisse Pietro Martire –ci si può fare una bevanda che chiamano cioccolato, che lo bevono ghiottamente da quelle parti da dove viene, però che qui fa schifo a qualcuno".

    Nel 1700 la cioccolata diffusa dai gesuiti raggiunse la sua meritevole fama e conquistò i delicati palati europei che la elogiarono grandemente (12).

    Il pomodoro fu usato in Europa come pianta ornamentale per più d'un secolo, i primi che l'usarono per fini commestibili furono i siciliani, ad ogni modo servì come elemento principale per il sugo solo nel 1700 e apparve sulle famose pizze napoletane soltanto a fine del secolo XIX.

    Il tabacco rivoluzionò di più, disgraziatamente, la vita e le abitudini europee e mondiali.

    De las Casas lo definì come un vizio odioso; Giacomo Benzoni come: "Popolare veleno pestilenziale e nocivo"; John Barclay: "Spaventosa pianta perniciosa, il cui vapore pestilenziale esala morte".

    Lo zar di Russia, il sultano di Turchia e lo scià di Persia decretarono la pena di morte per i fumatori, però presto si ricredettero, troppi erano i danari che entravano nelle casse dello Stato a causa di questo vizio.

    In cambio dall'Europa giunsero successivamente in America capre, cani, gatti, pollame, caffè, bachi da seta, piccioni, conigli, lana, lino, olivi, fragole, pesche, fichi, meloni, cocomeri, limoni, ciliege, castagne, pere, noci, mandorle, avellane, lattuga, cavolfiori, raperosse, bietole, carote, agli, cipolle, lenticchie, piselli, carciofi, fave, avena, orzo, ecc.

    Nel bene e nel male era cominciata una nuova era in America, ed anche nel resto del mondo.

    Tommaso Campanella scrisse con acume: "Il nostro secolo ha più storia in cent' anni che il mondo intero nei quattromila anni passati"

    NOTE

    1. Brano della famosa "Lettera rarissima", che Colombo consegnò a Diego Menéndez alla sua partenza da Giamaica.
    2. Carlo V (l'imperatore fiammingo-tedesco, che giungendo in Spagna non parlava ancora lo spagnolo), per occupare il trono dovette pagare la corona con l'oro che gli prestarono i banchieri tedeschi Fugger, i quali posteriormente finanziarono anche le sue guerre in Europa. Nel 1519 comprò l'unione della Spagna al resto dell'Impero e la sua stessa elezione pagando 2.000 chili d'oro, indebitandosi per tutta la vita e quella dei suoi successori.
    3. Posteriormente i creoli furono sistematicamente esclusi dai posti pubblici, dalle alte gerarchie ecclesiastiche e dai privilegi economici, che spettavano solo agli spagnoli nati in Spagna. I creoli covarono il loro risentimento e organizzandosi furono i promotori dei moti d'indipendenza delle colonie. Hanno ragione i messicani quando affermano che la conquista la fecero gli indios (cioè i numerosi popoli indigeni che aiutarono l'esiguo gruppo di spagnoli ad abbattere l'impero azteca) e l'indipendenza la fecero gli spagnoli, cioè i creoli, figli di spagnoli nati nelle colonie.
    4. Siccome solamente ai sudditi del regno di Castiglia e Leone (la maggioranza dei quali erano andalusi), era permesso d'entrare nelle colonie, vari storiografi si son domandati come sarebbe stato lo sviluppo dell'America Latina se al loro posto fossero entrati aragonesi, baschi e catalani che erano più pratici e realisti, più lavoratori e tolleranti in materia religiosa

      Carlo V fece vari tentativi, ma senza successo, per cambiare il modo di fare dei castigliani e convertirli in lavoratori come i popoli delle Fiandre e dell'Italia settentrionale, che avevano convertito le loro terre nelle zone più ricche ed industriali dell'Impero, mentre la Spagna continuava ad essere povera.

    5. Il certificato di purezza di sangue fu necessario, fino al secolo XIX, per qualsiasi richiesta, petizione o domanda (Hitler e il suo nazismo vi s'ispirarono per la loro politica razzista).
    6. Nel 1691 le merci che arrivavarono a Cadice si valutarono a 52 milioni di maravedì, dei quali un 50% erano tedeschi e fiamminghi, e il resto inglesi, francesi, genovesi e olandesi. Gli spagnoli solo trasportavano le merci dall'America alla Spagna.

      In quanto ai banchieri tedeschi, nel 1527, Carlo V nominò i Welser (Bélsar in spagnolo), 'adelantados' (specie di governatore) e dette loro il diritto di nominare i loro successori. Anche i Fugger (spagnolizzati in Fúcar) furono nominati 'adelantados' a perpetuo, oltre al possesso di una quinta parte delle terre che vanno dallo stretto di Magellano al Perù. Ai Welser dette il Venezuela e la Colombia, dove stabilirono un sistema di governo spietato contro gli indios; a questo proposito Bartolomé de las Casas scrisse: "...più irrazionale e furiosamente che crudelissime tigri e lupi rabbiosi e leoni... ...hanno assolato, distrutto e spopolato questi diavoli incarnati... ...per ottenere e rubare argento ed oro".

      I tedeschi, in continua disputa con gli spagnoli, dovettero abbandonare i territori sotto la loro giurisdizione. Los stesso Bartolomeo Welser fu condannato a morte e impiccato dagli spagnoli.

      I Fugger ricevettero per sfruttarle anche le miniere d'argendo della Spagna, vicino Siviglia. Filippo II con il denaro che ricevette da loro per affitti e tasse costruì il famoso 'Escurial'.

      Nel 1550 i Fugger erano già padroni assoluti delle finanze spagnole.

    7. Il 90% del commercio con le Americhe era in mano straniere, il 95% dell'argento che arrivava in Spagna se ne andava all'estero per pagare i debiti contratti, per il contrabbando o per altre spese. La Spagna a le colonie divennero economicamente dipendenti da altri paesi europei. Le colonie americane rappresentavano un peso per la Spagna, un peso oneroso e contribuirono, sebbene indirettamente, alla continuazione del feudalismo interno, mentre nel resto d'Europa impulsarono lo sviluppo del capitalismo.
    8. De las Casas scrisse: "Le cause per cui sono morti e distrutto tante infinite anime di cristiani, si devono solo al fatto di avere come ultimo scopo l'oro e gonfiarsi di ricchezze in breve tempo".
    9. C'erano molti padroni di schiavi che mettevano incinta le giovani indie per venderle più care. Ogni persona importante possedeva una specie d'arem di concubine.
    10. Le Antille, come già s'è detto, presero il nome dall'omonima isola mitica, lo stesso successe con la California, nome d'un'altra terra mitica e la Guinea da una regione leggendaria favolosamente ricca. Le leggende, in America dettero vita a nomi come il Lago Dorato, Montagne degli Smeraldi, Villa Ricca, Porto Ricco, Castiglia d'Oro, Costaricca, ecc. Gli spagnoli cercarono inultimente le amazzoni nell'El Dorado e nelle sette città di Cìbola. Credettero di averle incontrate nelle Antille, poi a Guanajuato, in Messico, e finirono per dar il loro nome ad un fiume e ad una regione del Brasile. Molti conquistatori giurarono di averle viste e di aver lottato contro di loro...

      Pedro de Alvarado, tra i tanti, cercò le sette città di Cìbola, dal Messico al Guatemala, mentre Pascual de Andagoya le cercò in Perù e Francisco Vásquez de Coronado era sicuro che si trovassero nel nord del Messico, poi nei pressi del Gran Cańón del Colorado, dove il francescano Marcos de Nizza, nel 1539, affermava di averle scorte da lontano. Gli spagnoli corsero verso il luogo indicato, ma trovarono solo un deserto e per poco non linciarono il frate.

      Nel Kansas si cercò inutilmente il ricchissimo paese di Chivira. La leggenda di 'El Dorado'(che poi divenne 'Eldorado'), narrava la storia d'un principe di Manca, città favolosa e ricca delle amazzoni. Il principe era spalmato con dell'olio ogni mattina e poi ricoperto d'oro in polvere. Gli spagnoli cercarono questo principe nelle Guayane, in Veragua (dove –secondo il cronista Juan López de Velazco -la terra era letteralmente ricoperta d'oro), e in altri luoghi. Lo cercarono Pizarro e Francesco de Orellana, lo cercò anche sir Walter Raleigh, però il suo concittadino sir Francis Drake fu più intelligente di lui dato che preferiva trovare l'oro nelle navi spagnole catturate o nelle città americane, ed anche della Spagna e del Portogallo, che saccheggiava, in società con la regina Elisabetta d'Inghilterra. Una delle sue imprese, che gli permise di ricevere il titolo nobiliare dalla Regina, fu il saccheggio di Lisbona dove catturò uomini, donne e bambini che vendette come schiavi agli arabi del Marocco.

      Raleigh invece scrisse un libro "Scoperta del grande e magnifico impero della Guayana", nel quale raccontò d'un certo re ricoperto d'oro, descrisse minuzionsamente le terre che possedeva, che erano un vero paradiso per i mortali. Perfino il cardinale Richelieu lesse il suo libro e...gli credette.

      Juan Ponce de León cercò un'isola dove si trovava la fonte dell'eterna gioventù, leggenda derivata da un'altra indù e confusa con un'altra ebrea sulla fonte dell'immortalità. Finalmente la trovò in Florida, si bagnò nella sua acqua e si rese immortale...finché –dopo qualche tempo –un indio lo uccide con una freccia avvelenata.

      Colombo stesso credette –come già s'è detto –di aver incontrato il Paradiso terrestre, mentre in Europa si discuteva se i vulcani erano o no le entrate o le bocche dell'Inferno.

      Un altro cronista spagnolo racconta nelle sue relazioni che in Paraguay la gente che beveva l'acqua del Río de la Plata acquistava una voce musicale, che sembrava un suono d'organo. Perfino gli stranieri che passavano di là miglioravano le loro voci, ma ritornando ai loro paesi d'origine perdevano tale facoltà. Inoltre questo fiume trasformava le pietre che vi cadevano in piante, e le sue sabbie prendevano forma di vasi, spontaneamente, nei quali nascevano amatiste...

    11. Oggigiono la produzione mondiale dell'oro è di 1.091.119 grammi annuali, dei quali 623.700 provengono dal Sudafrica, 212.625 dalla Russia, 73.450 dagli Stati Uniti e dal Canada, e il resto da altre nazioni africane, dall'Australia, Giappone, Filippine e America Latina. Gli europei cercavano l'oro tanto lontano e ce l'avevano, senza sospettarlo, sotto il naso, in Russia e in Sudafrica.
    12. Giuseppe Parini nel suo libro "Il Giorno" narra con ironia l'abitudine del giovane signore che, svegliandosi, beve il cioccolato: ".... se Cortés e Pizarro, umano sangue non istimar quel ch'oltre l'Oceano scorrea le umane membra, onde tonando e fulminando, alfin spietatamente balzar giù da' loro aviti troni Re Messicani e generosi Incassi, poiché nuove così venner delizie, o gemma degli eroi, al tuo palato" (versi 150-157)

    Se desiderate fare qualche commento o chiedere qualche chiarimento su Cristoforo Colombo per favore comunicatevi con l'autore, via e-mail. Grazie.
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